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Urgenza

Ci sono diversi tipi di urgenze: una è quella cronologica che ti impone di fare in fretta per poter cogliere una scadenza, un'opportunità,  l'altra è quella imposta dall'istinto, da un intimo ed inarrestabile bisogno.
Quando è il tuo essere a chiedere il cambiamento è dura dirgli di aspettare... per me qualche volta è impossibile.

Rumore

Che rumore fa l'amore che si infrange?
Come un ricco vaso di cristallo dalle mille sfaccettature, meraviglioso alla vista e colmo di significati, l'amore va tenuto lucente, va spolverato spesso perché quando lo si trascura diviene a poco a poco opaco e quando urti il vaso in un momento di distrazione o per la volontà di vedere se resiste esso cade al suolo e al suo tocco ti accorgi che fa un suono stridente e sgradevole, un suono che non vorresti mai ascoltare... Dalle venature erompono la rabbia e il rancore e ti accorgi che il cristallo, troppo a lungo trascurato, è stato intaccato dalle cose della vita che lo hanno indebolito.
Quando ciò accade è inutile tentare di rincollarlo: non sarà mai più come prima, ciò che vedevi dentro e attraverso di esso appare distorto e falsato dalla rifrazione dei mille pezzi rimessi maldestramente insieme.
Bisogna avere cura del proprio amore poiché perderlo è una cosa che non auguro a nessuno.

Il cielo di gennaio

Alzo lo sguardo al cielo, oltre la cima degli alberi.
Due strati di nubi leggere che, come eteree tendine, si muovono veloci in direzioni opposte.
Sopra la luna, oltre il cielo stellato... cielo d'inverno.
L'aria fredda della sera, il tepore di casa che mi attende.
Fra poco andremo tutti a dormire, saluterò i miei bimbi prima di coricarmi.
Voglio sognare questa notte, è da troppo ormai che non lo faccio più...

...e ancora Tempeste

...Ed è per questo che è più facile affrontare la vita svuotati d'ogni dogma e d'ogni certezza, poiché più si è colmi del vecchio e meno posto troverà il nuovo... e così per il seme, essenza dell'albero, è più facile attecchire sulle sponde del nuovo mondo di quanto non sia per l'albero stesso, con tutte le sue radici e le fronde.
Ma talvolta fra una sponda e l'altra vi è l'oceano, con la sua immensa forza e la sua sterminata vastità.
Tutto è davvero molto facile, ogni cosa è dannatamente complicata, e noi qua in mezzo d'onda in onda a guardare l'orizzonte alla ricerca di un possibile approdo... Un approdo c'è sempre... prima o dopo.

Tempeste

Quanti respiri abbiamo esalato, quanti ancora ci sono concessi?
Quando è il momento di compiere un gesto inatteso, quando il momento di osare?
Ho impiegato quasi quarant'anni per rendermi conto che ci sono due tipi di scelte: una è quella fatta in un istante, dettata dall'istinto, dalla ragione, dalle circostanze del momento... Saltare, non saltare, andare, rimanere, fare, non fare...
Un'altra è quella sentita che non comporta un'azione ben determinata, non sempre visibile, ma che può cambiare, un giorno dopo l'altro la vita ed ogni respiro che ancora t'attende...
Non importa quanto tu sia forte, non importa quanto profonde siano le tue radici.
Il vento e la pioggia non sono che una moltitudine di piccole cose che si muovono insieme... Chi si spaventerebbe di una singola goccia.. chi dell'aria di un palloncino?
Ma ogni giorno una goccia, ogni giorno un po' d'aria e quando alzi gli occhi e ti trovi a guardarle nel loro insieme, come tempesta scuotono i tuoi rami e sradicano le tue radici... Così ti trovi a galleggiare fra le onde dell'oceano e non sempre ti è concessa la sperata destinazione, ma prima o tardi giungerà l'approdo. Quello sarà il momento di guardarsi attorno e mettere nuove radici e donare nuove foglie al sole, godendo della nuova luce, della nuova vita.
Il destino di chi non è in grado di adattarsi ai turbini dell'esistenza è quello di giacere sugli scogli inerte, nell'attesa dell'inevitabile...
Albero sulla spiaggia
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