Chi sono

Questa pagina è solo un biglietto da visita, una breve sintesi non esaustiva di una vita di passioni in continua evoluzione.

Un informatico dall’età di undici anni, quando mi regalarono il primo computer, un Commodore VIC-20, ed io, invece che giocare come tutti i bambini normali imparai a programmare col Simon’s Basic… e da allora passai al Pascal, all’Assembler, al C e poi al C++, una breve parentesi col DBL e poi fu il tempo dell’HTML, dei CSS, di Javascript, del Php, dell’Sql, e infine del mondo Java… e poi ancora Python per aprire la via all’Intelligenza Artificiale ed al Machine Learning, che ancora oggi studio.
Ho cominciato col DOS e con Unix fino a veder nascere Windows e Linux, le reti informatiche e poi Internet, che ha cambiato tutto quanto.

Un elettronico per diploma e per passione. Terminato il corso di elettronica sperimentale decisi di iscrivermi alla facoltà di Ingegneria.
Avrei voluto progettare microprocessori, ma a volte ti si complica la vita che tu lo voglia o no e così dovetti abbandonare l’università al secondo anno, non sapendo che da lì a poco avrebbero varato i corsi per le lauree triennali… quando si dice la fortuna.
Ho visto praticamente qualsiasi tipo di hardware, sia analogico che digitale, occupandomi sempre di tutto ciò che riguardava l’innovazione e la tecnologia.

Un imprenditore, con la mia azienda, l’Altair: la stella più luminosa della costellazione dell’Aquila… e fu davvero luminosa per quasi un decennio perché, da due gatti che eravamo, costruimmo una struttura efficiente della quale ebbi l’onore (e gli oneri) di essere l’A.D.
Poi vedemmo i mutamenti del mercato prima degli altri e, strettamente vincolati da norme contrattuali sempre più stringenti, decidemmo di metterla in liquidazione ricollocando tutto il personale, col bilancio in pareggio. Il prosieguo ci dette ragione: furono gli anni della crisi economica mondiale, ma Lei rimane sempre un bel ricordo, la prova tangibile che quando le cose si vogliono fare bene i risultati arrivano.

Un massofisioterapista perché ad un certo punto della vita ho deciso che mi sarebbe piaciuto conoscere di più degli esseri umani, fin nel loro profondo, oltre alla parte che riguarda il pensiero ed il comportamento, che mi ha sempre affascinato e incuriosito da quanto possa ricordare.
Poi il master di posturologia clinica …e lì si è aperto un mondo che ne ha fusi altri insieme, fino a capire che per ogni cosa c’è un motivo, anche per quelle più piccole ed apparentemente insignificanti.

Un pilota, perché sognavo troppo spesso di volare e allora, non potendo farmi crescere le ali, mi misi un rotore sulla testa e conseguii il brevetto di pilota di elicottero.

Uno sportivo, perché la vita è movimento e tutto ciò che è inerte… insomma, non sta benissimo.
E così sono stato per tanti anni un ciclista con la mia MTB su per tutti i monti che ho potuto scalare, poi un praticante di arti marziali fino alla cintura nera di Aikido, e poi il kayak, la corsa, il tiro con l’arco e più o meno tutto ciò che implica sfidare se stessi, finanche gli scacchi!
Poi la scoperta del pilates, fino a diventare istruttore.

Uno scrittore… Era il 1998 quando mi svegliai una notte con una storia in testa, mi sedetti al computer e cominciai a scrivere. Da lì nacque il mio primo libro delle “Storie e Leggende sulle terre di Ghenérion” che pubblicai anni dopo. Ma non si può fare tutto, quindi questa (ed altre) mia passione me la tengo buona per quando andrò in pensione …fra centoventi anni più o meno.

Un progettista, perché l’innovazione è ciò che ha fatto degli esseri umani ciò che sono e, da quando frequentavo le elementari, ho sempre osservato il mondo per immaginare quello che ancora non c’era e più di una volta, a distanza di anni, ho visto realizzare da altri le mie idee di allora.
La curiosità mi ha accompagnato fino ad oggi, per questo, ogni volta che ho ravvisato una nuova occasione di studio, l’ho colta. Così è nato il progetto U1 e così è nato ciò che sto realizzando ora, senza fretta.

Amo fondere conoscenze e discipline diverse per pensare a qualcosa di nuovo e credo che, in qualsiasi ambito e di qualsiasi cosa si tratti,

NON È LO STESSO

Non è mai lo stesso…
Accontentarsi abbassa le aspettative e la qualità di ciò che si fa; accontentandosi non si arriva mai “oltre”.
Ma quasi sempre non accontentarsi implica impegno, fatica, sacrificio… valori oggi sempre più rari.
Può darsi che a qualcuno vada bene. A me no.